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Decreto Rilancio previsto credito d’imposta relativo ad interventi di rafforzamento patrimoniale per le imprese.

Tra le misure di sostegno all’economia introdotte dal Decreto Rilancio è previsto il riconoscimento di un credito d’imposta relativo ad interventi di rafforzamento patrimoniale per le imprese. Il credito d’imposta 2020 connesso agli aumenti di patrimonio interessa in modo specifico le piccole e medie imprese. 

I beneficiari che possono beneficiare del credito d’imposta rientrano in due categorie:  il socio conferente, persona fisica o giuridica, che apporta nuovo capitale all’impresa e l’impresa che riceve l’aumento di capitale. Il conferimento di capitali può essere effettuato sia da persone fisiche che giuridiche. Il Credito d’Imposta che verrà riconosciuto al socio – una volta avvenuto il conferimento economico – corrisponderà, rispettivamente, alla detraibilità e alla deducibilità del 20% della somma investita nel capitale sociale di una o più aziende. Allo stesso tempo, la società a cui è destinato l’apporto di capitale potrà usufruire, a sua volta, di un credito d’imposta. Da precisare che l’investimento massimo consentito non può superare i 2 milioni di euro complessivi.

La legge richiede la sussistenza delle seguenti condizioni per le imprese che possono beneficiare   dell’agevolazione: 

  • registrato un totale di ricavi nell’anno 2019 tra i 5 e i 50 milioni di euro;
  • riduzione complessiva dell’ammontare dei ricavi non inferiore al al 33% ( nei mesi di marzo ed aprile, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
  • L’aver deliberato ed eseguito – dopo l’entrata in vigore del D.L. ed entro il 31 dicembre 2020 – un aumento di capitale a pagamento e integralmente versato;
  • L’essere in situazione di regolarità contributiva, fiscale e in materia di normativa edilizia e urbanistica del lavoro, prevenzione degli infortuni e salvaguardia dell’ambiente.

Il credito d’imposta per le società non può superare determinati limiti, fissati nel decreto Rilancio:

  • 120.000 € per le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • 100.000 € per le imprese che operano nella produzione primaria di prodotti agricoli;
  • 800.000 € per tutte le altre imprese

I soci conferenti e le società potranno fruire dello sgravio nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui viene effettuato il conferimento ed anche nelle successive, fino a conclusione dell’utilizzo del credito. Inoltre, il credito d’imposta potrà essere utilizzato anche in compensazione.

Si precisa che il credito d’imposta 2020 non concorre alla formazione di reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione ai fini IRAP.  Va sottolineato che non possono avere accesso all’agevolazione le società che controllano – sia direttamente che indirettamente – la società che riceve il conferimento, nonché le aziende sottoposte a comune controllo o comunque collegate con essa.

 

 

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