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Il ruolo dell’avvocato d’impresa nella crisi d’impresa

 

studio lucci - blog

La crisi d’impresa è un elemento fisiologico della vita dell’impresa stessa che si verifica con una fase d’instabilità economica e conseguenti dissesti nei flussi finanziari. Il piano strategico per affrontare la crisi d’impresa non va redatto nel momento in cui essa si verifica ma pianificato infatti all’interno dell’azienda bisogna introdurre e definire due componenti diverse connesse tra loro: da un lato un organo di governo atto a verificare “lo stato di salute” dell’azienda e dall’altro una struttura operativa che operare in modo performante al fine di evitare una possibile crisi. La figura dell’avvocato d’impresa è determinante, insieme ai consulenti finanziari dell’azienda, quando si verificano i primi sintomi della crisi poichè può prevenire e curare la crisi oppure anticiparla se l’avvocato d’impresa viene coinvolto quotidianamente ai fatti dell’impresa per il monitoraggio della stessa.

 

L’impresa deve avvalersi dell’avvocato come consulente a cui fare ricorso sempre per la gestione dell’attività societaria, non solo in presenza di contenziosi. In quest’ottica cambia la figura dell’avvocato d’impresa poichè diventa un vero e proprio “advisor” che giorno dopo giorno segue l’imprenditore non solo in ottica economico finanziaria ma anche nell’individuare le procedure più efficienti in modo tale da ridurre al minimo il rischio di insoluti, contenziosi, richieste di risarcimento danni, etc. Nel caso in cui la crisi d’impresa non è percepita in tempo l’avvocato d’impresa assume il ruolo di coordinatore dei consulenti individuando gli strumenti giuridici adeguati per ridurre l’esposizione debitoria e gestire la rinegoziazione del debito quali: accordi di stand still, convenzioni interbancarie esecutive di piani di risanamento attestati (art. 67 l. fall.), accordi di ristrutturazione (art. 182 bis l. fall.), accordi di moratoria (182 septies l. fall.). La figura dell’avvocato d’impresa diventa così determinante e per riuscire ad operare in modo efficiente in caso di crisi deve essere riformulata la sua figura all’interno dell’azienda, abbandonando i vecchi stereotipi e interpretando il suo ruolo come anello di congiunzione tra l’imprenditore, il consulente finanziario e le banche operando, sotto il consenso dell’imprenditore, in modo aperto e costruttivo con tutti gli interlocutori

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