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Addizionale regionale e comunale all’IRPEF: cosa sono?

Per favorire una maggiore autonomia finanziaria degli enti locali sono state introdotte due tipologie di addizionali all’IRPEF: l’addizionale regionale e l’addizionale comunale. Entrambe seguono le regole di prelievo dell’IRPEF ordinaria, ossia un’imposta personale e progressiva che colpisce il reddito complessivo ovunque prodotto dalle persone fisiche residenti in Italia e il reddito prodotto in Italia da parte delle persone fisiche non residenti. Come si determinano questi due valori? In base ad aliquote determinate ed eventualmente maggiorate dalle Regioni e dai Comuni; il periodo di imposta coincide con l’anno solare, al quale corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma. È prevista la possibilità di compensare i crediti di imposta risultanti dalla dichiarazione dei redditi con altre imposte o contributi, o con l’imposta dovuta per periodi successivi.

Con il Decreto fiscale (D.L. 193/2016) ci sono state delle modifiche riguardo i termini di versamento dell’ IRPEF.
Per entrambe le tipologie addizionali vengono applicate le stesse regole di prelievo: si applicano ai contribuenti, residenti e non residenti, per i quali, nell’anno di riferimento risulta dovuta l’IRPEF, dopo aver scomputato le detrazioni d’imposta e i crediti di imposta per i redditi prodotti all’estero In ogni caso, se l’IRPEF ordinaria risulta pari a zero o negativa, non sono dovute nemmeno le addizionali.
Si ricorda che le addizionali non sono deducibili da alcuna imposta, tassa o contributo.

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